ii anno biennio 2022-2024

ALLE RADICI DELLA VITA E DELLA CURA

La Comunità Terapeutica Educante affronta la Complessità

La Scuola di Ippocrate sta tentando la difficile operazione di un cambio di paradigma nella formazione della figura di cura.

Il cambio di paradigma richiede percorsi pionieristici, richiede la costruzione di nuove strade.

Spesso, noi della Scuola di Ippocrate parliamo di medicina integrata, ma se ben guardiamo il pensiero rimane orientato ad una modalità binaria, concentrato sul già conosciuto.

Le patologie umane sono complesse ma non esistono ancora una filosofia e una tecnica che integrino visioni e approcci.

Il nostro mondo culturale, quello c.d. occidentale, prevede un’unica visione di essere umano, basata sul concetto di “individuo”, e su una divisione strutturale tra mente/corpo. Tale visione non è mai stata veramente messa in discussione e ha reso possibile la disposizione di protocolli di cura pensati come “validi per tutti”.

Il nostro operare come terapeuti, inevitabilmente, poggia sulla visione del mondo culturale a cui apparteniamo; così come cambiano le società, cambiano le malattie. I terapeuti devono saper rispondere a questi cambiamenti e reinventare le proprie tecniche e i propri paradigmi, partendo da una lettura antropologica della medicina. Il rischio da evitare è quello che i terapeuti non siano più adatti al mondo in mutazione. Questo è quanto la storia della medicina continua ad insegnarci.

Se ben guardiamo al nostro operato, anche noi figure di cura di IppocrateOrg, agiamo sulla base di protocolli e tecniche parcellizzate; sono protocolli alternativi, più rispettosi dell’equilibrio ecosistemico umano, ma pur sempre protocolli: raramente interagiscono concretamente con altri approcci.

In sostanza, ciascuno opera secondo la propria prospettiva medica o psicologica, sia essa tradizionale o innovativa, e non la integra con altre prospettive. Il mondo sta cambiando, ma la prassi terapeutica rischia di rimanere immutata.

Siamo nel mondo della complessità, l’organismo umano, la sua fisiologia e la sua patologia operano secondo dinamiche complesse. A dinamiche complesse necessitano risposte terapeutiche complesse.

La grande sfida del Secondo Anno della Scuola di Ippocrate è quella di costruire una nuova strada, di integrare gli approcci terapeutici più all’avanguardia, soprattutto là dove la sfida si fa più elevata: malattie cronico degenerative, malattie autoimmuni, patologie oncologiche e patologie psichiche a rischio di cronicizzazione.

Ad esempio, una persona con patologia psichica a rischio di cronicizzazione richiederebbe interventi multi-approccio, multidisciplinari ed integrati: psicoterapia individuale attenta a non patologizzare gli stati non ordinari di coscienza; terapia sistemico-familiare; interventi di tipo psicocorporeo; interventi innovativi di medicina integrata; terapia supportiva di gruppo, e altro.

Facciamo un altro esempio: una patologia oncologica richiede interventi multipli e complementari. Disponiamo di medicine di frontiera che iniziano ad avere dei risultati. Nessuno ha ancora integrato queste medicine. Ci riferiamo agli sviluppi della fotodinamica in Germania, dell’ozonoterapia a Cuba, dell’immunoterapia in Spagna, e di tante altre. Da sole, isolate, danno qualche risultato. Probabilmente, se procedessimo con la loro integrazione in un contesto di stile di vita adeguato alla patologia, i risultati diverrebbero più incoraggianti.

Per fare tutto questo necessitano non solo figure professionali di coordinamento ad oggi non ancora esistenti, ma, soprattutto, necessita un cambio di prospettiva, un operare tramite un vero e proprio nuovo modo di organizzare gli interventi terapeutici.

Al processo della parcellizzazione delle terapie, va sostituito un processo di intervento clinico integrato che ad oggi non esiste veramente. Non esiste una “tecnica”, una modalità di far terapia, che si basi strutturalmente sull’integrazione dei saperi.

Prima ancora di una comunità terapeutica nuova, necessita costruire una “Comunità Terapeutica Educante”, che individui le regole a cui ispirarsi nella costruzione di una strada e di un nuovo paradigma di cura che implichi la cooperazione tra diverse figure di cura.

Per andare alle radici della patologia e della cura bisogna prima andare alle radici della vita, bisogna essere consapevoli del terreno di conoscenze estremamente relativo e parziale in cui ci troviamo ad operare.

Ultima questione riguarda la misurazione dell’operato del terapeuta. Non è sufficiente essere terapeuti etici, coscienziosi, che pongono al centro la persona, che sono in ascolto, che utilizzano rimedi più naturali possibile: è necessario misurare i risultati ottenuti. Sembra logico e scontato quanto affermato ora, ma non lo è.

Tanti terapeuti “alternativi” riferiscono di risultati importanti nel trattamento di patologie gravi, ma in 40 anni di servizio non hanno mai prodotto un report che avvalori le loro affermazioni secondo i canoni scientifici.

Non possiamo porci come una alternativa se non offriamo risultati verificabili anche secondo il metodo scientifico.

Per aprirci ad una nuova prospettiva, laddove non esiste un percorso tracciato, si deve aprire un nuovo modus operandi, anche nella Comunità degli Allievi che deve trasformarsi e divenire essa stessa Comunità Terapeutica Educante.

Il percorso del Secondo Anno pertanto assumerà una nuova modalità di costruzione.

Non si può cercare il nuovo con strumenti e metodi vecchi.

La Scuola necessita di individuare un nuovo metodo che, temporaneamente, chiameremo: Metodo dei Processi Espansi. Tale metodo dovrà spostare l’attenzione scientifica direzionata oggi esclusivamente sul metodo induttivo verso un metodo deduttivo per poter meglio concretizzare risultati nel perseguimento del paradigma della complessità. Scendere dal generale al particolare richiede innanzitutto l’allineamento con se stessi e con il proprio intuito, l’ampliamento del campo del  percepito, la cooperazione quale prassi costante.

Verrà proposto un calendario di lezioni frazionato dove nei primi 3 mesi si affronteranno tematiche che stimolino il discente alla consapevolezza piena dei limiti dell’operare attuale e il relativismo in cui necessariamente si opera.

Al termine di questi primi 3 mesi, tutti gli studenti si incontreranno in un weekend in presenza per comporsi in Comunità Terapeutica Educante ed individuare, insieme alla Direzione e al corpo docente, la continuazione del percorso formativo dei mesi successivi.

Siamo consapevoli che “natura non facit saltus” e quindi non è praticabile oggi, in assenza di un adeguato contesto socio-culturale, un salto immediato nel nuovo mondo dei percorsi formativi costruiti dal basso.

Occorre un periodo di transizione che dia modo a studenti e insegnanti di prendere confidenza col nuovo. Si tratta di una fase di gestazione, che siete chiamati a vivere in prima persona, a trarne i benefici e ad assumervi le responsabilità di eventuali rischi.

Si tratta di fare una esperienza irripetibile: una parte del percorso formativo la costruiremo assieme.

Pertanto la proposta che la Scuola fa, in questo Secondo Anno è la seguente:

Presentazione del calendario dei corsi propedeutici al lavoro della Comunità Terapeutica Educante (mesi di novembre-dicembre-gennaio);
Presentazione di un programma preparatorio del primo incontro in presenza (consegna a fine dicembre);
Individuazione collettiva di struttura e insegnamenti da inserire nella seconda e terza parte dell’anno (definizione entro il 10 febbraio).
L’incontro in presenza si svolgerà nell’ultimo week end di gennaio oppure nel primo di febbraio. I discenti – componenti della Comunità Terapeutica Educante – riceveranno entro la fine di dicembre un documento preparatorio contenente le linee guida dei lavori in presenza.

L’obiettivo dell’incontro è la definizione collettiva degli insegnamenti della restante parte dell’anno.

In questa fase di “trasformazione culturale”, al fine di agevolare il processo, verranno offerte alla discussione delle proposte già individuate, ma spetterà all’assemblea valutarne opportunità e fattibilità rispetto agli obiettivi fissati.

 

Calendario e corpo docenti

Seconda Lezione in presenza

La seconda lezione in presenza per gli allievi del primo anno si terrà dal 21 al 23 giugno 2024 presso il Galzignano Resort di Galzignano Terme, Padova.

Calendario

E’ disponibile il calendario del Primo e Secondo Trimestre per gli allievi iscritti al secondo anno.

Corpo Docente

Sono disponibili le biografie dei docenti del Primo e Secondo Trimestre del secondo anno.

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